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Intolleranza al glutine

Una intolleranza al glutine può dare diversi segnali della sua presenza e si è rivelata essere una intolleranza abbastanza comune. E’ caratterizzata ovviamente da reazioni fisiologiche avverse al glutine, una proteina che si trova nel grano ed in altri cereali.

La malattia celiaca è la forma più grave dell’intolleranza al glutine. Si tratta di una patologia autoimmune che colpisce circa 200.000 persone in tutta Italia (riferimento dati del 2016) e che può portare al verificarsi di danni al sistema digerente.

Tuttavia, c’è una percentuale variabile della popolazione (tra lo 0,5 e il 13%) che soffre di una sensibilità al glutine, non dovuta a celiachia, che è una forma più lieve dell’intolleranza al glutine che può comunque causare qualche disturbo. Entrambe le forme di intolleranza al glutine possono causare sintomi molto diffusi, molti dei quali non hanno nulla a che vedere con disturbi digestivi.

Vediamo di seguito qualche sintomo che può ricondurre ad una intolleranza al glutine.

Una delle prime sensazioni che mi viene riferita in sede di prima visita è quella del gonfiore addominale. Può capitare che in fase post prandiale si avverta la sensazione di gonfiore alla pancia, come se fosse piena di gas. Questi gonfiori mi vengono riferiti molto spesso e possono avere diverse origini, ma una delle cause potrebbe anche essere una intolleranza al glutine.

Un altro sintomo a cui si deve fare attenzione è la poca regolarità intestinale, dovuta a stipsi o al contrario a diarrea. Certo, sono episodi che possono capitare, ma possono diventare un campanello d’allarme qualora la loro comparsa diventi frequente.

Anche il dolore addominale è citato come sintomo frequentemente e può avere diverse origini. Si tratta invece di una sintomatologia molto comune che si riscontra, in fase post prandiale, in coloro che soffrono di intolleranza al glutine.

Se si dovessero presentare uno o più dei sintomi appena elencati, spesso chiedo se si verificano anche dolori alla testa. Molti di noi certamente soffrono di mal di testa ogni tanto. Ma è stato dimostrato che chi ha una intolleranza al glutine è più incline a soffrirne rispetto alla media.

Anche il sentirsi molto stanchi accade spesso e in molte patologie. Gli individui intolleranti al glutine sono molto predisposti alla stanchezza e alla fatica, specialmente dopo aver ingerito alimenti contenenti appunto glutine.

Una intolleranza al glutine può anche influenzare la salute della pelle. I casi più evidenti si verificano in casi di celiachia ma si è visto come una dieta che includa glutine possa anche peggiorare alcuni stati infiammatori della pelle.

I sintomi che possono essere associati ad una intolleranza al glutine sono molti e ho cercato di riassumerne qualcuno in questo estratto. Molti di quelli che ho elencato possono avere anche tutt’altra origine, perciò sconsiglio assolutamente di eliminare dalla propria dieta il glutine.

In questi casi, come spesso ricordo, è bene consultare il medico e il nutrizionista per capire l’origine del proprio disturbo e per sapere come farvi fronte.

Intervista a F. durante il periodo della dieta: uno spunto, un esempio, un obiettivo raggiunto

Il mio lavoro è meraviglioso perchè ogni giorno mi permette di entrare in contatto con persone diverse ed ognuna di loro, a modo suo, mi arricchisce e mi offre spunti sia dal punto di vista professionale che privato. Il giorno della compilazione dell’anamnesi, durante la prima visita, oltre ad essere il momento in cui si stabiliscono gli obiettivi da perseguire tramite la dieta, diventa quasi sempre un motivo per raccontarsi e raccontarmi e quindi di condivisione reciproca.

Quando durante questo primo incontro si riesce ad entrare in sintonia biunivoca, nascono percorsi importanti sia per me nutrizionista che per la persona che si rivolge a me e molto spesso si raggiungono gli obiettivi in poco tempo e sono spesso risolutivi.

Ho chiesto ad un ragazzo che qui di seguito (come nel titolo) chiamerò soltanto con l’iniziale del suo nome, ovvero F., di rispondere a qualche domanda dopo aver intrapreso con me un lavoro importante. Lascio a lui la parola per primo. Di seguito riporto fedelmente ciò che lui mi ha scritto in risposta alle mie domande.

“1. Qual è il motivo che ti ha spinto a rivolgerti ad un nutrizionista?

Per anni ho sofferto di colon irritabile con conseguente ricaduta sulla vita di tutti i giorni: gonfiore, dissenteria, stanchezza. Mi ha sempre accompagnato una grande paura riguardo ai cibi da scegliere perché non sapevo mai se mi avrebbero provocato problemi o meno. Anni e anni spesi così, fra fermenti lattici, privazioni, medicinali, senza alcun risultato tangibile. Allora ho capito che avrei dovuto rivolgermi ad un professionista che mi insegnasse a mangiare

2. In che modo hai affrontato la dieta una volta che ti è stata consegnata?

Ho iniziato subito a seguirla, in maniera direi quasi religiosa. Non è stato facile all’inizio perché, soprattutto noi italiani, leghiamo la socialità ad un tavolo e ho dovuto imparare a rimodulare certe abitudini relative ad uscite con amici, cene in ristorante e via discorrendo. Nel giro di pochi giorni, però, ho imparato ad organizzarmi, trovando il tempo per cucinare il pranzo del giorno dopo la sera, dopo lavoro, mentre mi occupavo anche della cena. È solo questione di abitudine

3. Come è stato il tuo rapporto con la nutrizionista?

Direi ottimo. Una dottoressa sempre pronta ad aiutarmi, incoraggiarmi e sempre presente. La consiglierei a chiunque.

4. Che risultati hai ottenuto dopo il primo mese di dieta?

Una rivoluzione. Anche solo dopo 4 giorni, il gonfiore era sparito, un’energia mai avuta prima. Dopo un mese ho perso 5 kg, senza avere mai fame (bisogna, infatti, sempre distinguere tra fame e voglia di mangiare). La mia vita è ad una svolta e, senza le indicazioni della dottoressa, chissà per quanto sarei rimasto a combattere inutilmente quel problema.

Grazie.”

Ho voluto condividere con voi queste risposte perchè ho ritenuto che potessere essere uno spunto, un vero e proprio esempio di come far fronte ad una dieta, qualsiasi problematica si debba affrontare, dal dimagrimento in condizioni fisiologiche al trattamento di una patologia come nel caso di F.

Concludo ringraziando te F. perchè, oltre ad esserti prestato a rispondere a queste domande e a permettermi di renderle pubbliche, hai saputo cogliere il meglio dal mio lavoro rendendomi la soddisfazione di un obiettivo raggiunto sia nei riguardi della mia professione che sopratutto della tua salute.

Continuiamo su questa strada!

Un'alimentazione corretta ed equilibrata costituisce un presupposto indispensabile per una vita in salute, diminuendo il rischio di comparsa di molte malattie quali ipertensione, patologie cardiovascolari, diabete ed obesita.
Nutrizionista Laura Cassaro
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