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La determinazione e la volontà di seguire un programma alimentare per migliorarsi e stare bene: le risposte di E. N.

Qualche volta mi trovo a pubblicare, qui nel mio blog, una intervista a cui un/a mio/a cliente decide di sottoporsi. Lo trovo un modo efficace e diretto per dimostrare che si possono ottenere ottimi risultati con volontà e con fiducia.

Oggi vi propongo le risposte che mi ha dato E. N. che ha seguito il programma alimentare pur trovandosi spesso a doversi spostare per lavoro (anche all’estero).

Ringrazio E. N. per aver partecipato a questa intervista e per la sua accuratezza nelle risposte che mi ha dato. Vediamole insieme.

 

  1. Qual è il motivo che ti ha spinto a rivolgerti ad un nutrizionista?

Sono stati principalmente due i motivi che mi hanno spinta a rivolgermi ad un nutrizionista; in primo luogo, avendo all’epoca da poco iniziato il mio percorso in palestra, volevo unire all’esercizio fisico mirato (e direi piuttosto intenso) una giusta alimentazione, in modo da poter trarre il massimo beneficio dal praticare attività fisica; in secondo luogo, ho da sempre avuto una grande curiosità nel comprendere il funzionamento di una corretta alimentazione, in particolare un’alimentazione che rispondesse al mio obiettivo, cioè quello di aumentare la massa muscolare, “afflosciata” dopo una perdita di peso importante.

 

  1. In che modo hai affrontato la dieta una volta che ti è stata consegnata? (Es. hai provato subito a seguirla, l’hai modificata a tuo piacimento, una volta all’estero sei riuscita a mantenerla, ecc.)

Ho iniziato da subito a seguire la dieta senza alcuna modifica se non una colazione al bar una volta al mese, che sostituiva quella della dieta; le uniche modifiche costanti che ho apportato alla dieta sono avvenute dopo la consegna del secondo piano alimentare, in cui ho aggiunto alla colazione un macchiato decaffeinato, in particolare nel periodo invernale in cui sento la necessità di qualcosa di caldo il mattino. Durante il mio soggiorno all’estero sono riuscita a mantenere la dieta, non facilmente lo devo ammettere, ma i sacrifici fatti nei mesi precedenti e i cambiamenti palesemente visibili mi hanno spinta a non mollare e, anzi, hanno rafforzato la mia volontà di continuare con il piano alimentare

  1. Come è stato il tuo rapporto con la nutrizionista?

La Dottoressa Cassaro è un’ottima nutrizionista, disponibile per chiarimenti anche al di fuori dei singoli appuntamenti e sempre pronta a rispondere a curiosità (le mie sono molte, devo ammetterlo) riguardo al perché, ad esempio, vi fosse la scelta di un determinato alimento a pranzo anziché a cena; oltre a questo, l’esperienza sportiva della Dottoressa mi ha permesso di risolvere molti dubbi riguardo esercizi fisici mirati alle mie problematiche e di migliorare l’efficacia dell’allenamento

  1. Che risultati hai ottenuto dopo l’inizio della dieta?

Dopo l’inizio della dieta, i primi risultati che ho ottenuto sono stati risultati psicologici: mi sentivo meglio, sicuramente, ma percepivo che la mia mente era più libera, e sentendomi sempre seguita dalla Dottoressa (a cui avrei potuto rivolgermi in qualsiasi momento), ho affrontato con più leggerezza le difficoltà iniziali (tenendo conto che la mia dieta era una dieta ipocalorica). Ho iniziato a guardare il cibo con molta più consapevolezza e, dopo un periodo iniziale in cui avevo voglia di mangiare oltre ciò che era indicato nella dieta, queste voglie sono diminuite. I cambiamenti fisici sono evidenti, così come un miglioramento dello stato di salute. Sono ad un passo dal raggiungimento dell’obiettivo fissato mesi fa con la Dottoressa, a cui siamo arrivate con calma ma con molta consapevolezza e determinazione

Alcuni cibi per abbassare il colesterolo utili alla dieta

Un alto livello di colesterolo, specialmente quello “cattivo” (o LDL) è strettamente collegato ai disturbi dell’apparato cardiocircolatorio; il rischio di contrarre tali disturbi cresce quando il colesterolo buono, o HDL, è presente solamente in piccola parte e i trigliceridi sono elevati. La nostra dieta, quindi, influisce direttamente sui livelli di questa sostanza all’interno del nostro corpo. Ecco 13 cibi per abbassare il colesterolo che possono diminuire i fattori di rischio legati alle malattie cardiache.

Pesce

Il pesce è uno dei cibi utili per abbassare il colesterolo più largamente consumati. In particolare le specie grasse (salmone, sgombro e trota) sono le principali fonti di omega-3 a livello alimentare. Come già accennato in precedenza, questo acido grasso rinforza il cuore e aumenta il livello di HDL. Il modo migliore per consumare il pesce è cuocerlo a vapore o a fuoco lento, permettendo così ai nutrienti di non disperdersi. Si sconsiglia invece il pesce fritto, in quanto questo tipo di cottura risulta poco sana per il nostro organismo.

Il pesce è parte integrante della dieta mediterranea, che è stata ampiamente studiata proprio per i suoi potenziali effetti positivi sulla salute del cuore.

Legumi

I legumi sono un gruppo di vegetali che comprende, per esempio, i piselli, le lenticchie e i ceci. Contengono molte fibre, minerali e proteine; sostituire qualche cereale raffinato o la carne lavorata con i legumi potrebbe contribuire alla diminuzione del rischio di disturbi cardiovascolari. In particolare, i legumi diminuiscono il livello di LDL nel sangue.

Frutta e frutti rossi

In generale la frutta è tra gli alimenti più utili per abbassare il colesterolo. Molte varietà, infatti, possiedono fibre e aiutano il nostro corpo a liberarsi del colesterolo in eccesso frenando l’attività del fegato, l’organo responsabile della sua produzione. La pectina, una di queste fibre, permette di diminuire il colesterolo all’incirca del 10% e si può trovare nelle mele, nell’uva, negli agrumi e nelle fragole. Grazie alle proprietà antinfiammatorie e antiossidanti di alcuni composti bioattivi presenti nella frutta, è possibile svolgere un’intensa attività di prevenzione delle malattie cardiache. I frutti di bosco e la frutta a grappolo, inoltre, aiutano l’innalzamento dei livelli di HDL e, contemporaneamente, l’abbassamento del colesterolo cattivo.

Avocado

L’avocado è un frutto estremamente ricco di nutrienti. Contiene grassi monoinsaturi e fibre, due nutrienti che aiutano l’abbassamento dei livelli di LDL e sopratutto la crescita del colesterolo buono (HDL).

Frutta secca

Così come l’avocado, anche i diversi tipi di frutta secca sono ricchi di nutrienti. Soprattutto le mandorle e le noci, infatti, contengono elevate quantità di grassi monoinsaturi. Le prime, inoltre, possiedono un elevata quantità di omega-3, un grasso polinsaturo che può migliorare la salute del nostro cuore. La frutta secca è particolarmente ricca in L-arginina, un aminoacido che stimola la produzione di ossido nitrico; questo, a sua volta, aiuta a regolare la pressione sanguigna. Le proprietà nutrienti di questo particolare tipo di frutta non si esauriscono qui: grazie alla presenza di fitosteroli, la frutta secca permette di abbassare il colesterolo bloccando il suo assorbimento nell’intestino. Il calcio, il magnesio e il potassio al loro interno contribuiscono ulteriormente alla regolazione della pressione del sangue.

Verdura

Le verdure sono parte integrante di qualsiasi dieta volta a preservare la nostra salute cardiaca. Sono ricche di fibre e antiossidanti e forniscono un bassissimo apporto calorico. Come alcuni tipi di frutta, anche certi vegetali (melanzane, carote e patate) contengono molta pectina.

Sebbene tutti i vegetali contribuiscano ad un miglioramento della salute cardiaca, le verdure a foglia verde, come il cavolo e gli spinaci, contengono luteina e altri carotenoidi, utili per ridurre il rischio cardiovascolare. I carotenoidi possiedono una funzione antiossidante e combattono i radicali liberi, che provocano l’indurimento delle arterie.

Le verdure a foglia verde possono anche aiutare a ridurre i livelli di colesterolo legandosi agli acidi biliari e facilitando l’espulsione del colesterolo dal nostro corpo.

Cereali integrali

Molti studi supportano la tesi in cui si sostiene che i cereali contribuiscano in modo significativo al miglioramento della salute cardiaca. I cereali integrali mantengono tutte le parti del grano intatte e, di conseguenza, possiedono livelli di vitamine, minerali e fibre più elevati delle loro controparti raffinate. Due cereali risultano essere particolarmente adatti al controllo del colesterolo:

  • Avena: contiene beta-glucano, un tipo di fibra solubile che contribuisce all’abbassamento dei livelli di LDL.
  • Orzo: così come l’avena, permette di diminuire il colesterolo nel sangue.

Cioccolato fondente e cacao

Anche se questa affermazione sembra particolarmente insolita, molti studi affermano che il cioccolato fondente e il cacao siano cibi ricchi di flavonoidi che permettono di abbassare il livello di LDL. In più, questi due nutrienti pare possano prevenire l’ossidazione dell’LDL presente nel sangue prevenendo alcuni disturbi cardiaci. Tuttavia, il cioccolato è spesso ricco di zuccheri aggiunti, che influiscono negativamente sulla salute del cuore.

Pertanto, si raccomanda di prestare particolare attenzione assumendone quantità ridotte e, soprattutto, di utilizzare il cacao puro o scegliere il cioccolato fondente con un contenuto di cacao minimo del 75-85%.

Aglio

L’aglio è un alimento utilizzato da secoli sia in cucina sia in ambito medico. Contiene vari nutrienti benefici come l’allicina. Studi affermano che l’aglio abbassi la pressione sanguigna e diminuisca il livello complessivo di LDL.

Il tè possiede molti composti vegetali che possono migliorare la salute del cuore.

Mentre il tè verde riceve ancora oggi molta attenzione, il tè nero e il tè bianco hanno simili proprietà ed effetti sulla salute.

Due dei principali composti benefici del tè sono:

  • Catechine: aiutano ad attivare l’ossido nitrico (importante per una sana pressione sanguigna). Inoltre, inibiscono la sintesi e l’assorbimento del colesterolo e contribuiscono a prevenire la formazione di coaguli nel sangue.
  • Quercetina: può migliorare le funzioni svolte dai vasi sanguigni e ridurre le infiammazioni.

Olio extra-vergine

Uno degli alimenti cardine nella dieta mediterranea è l’olio extravergine d’oliva. Sebbene questo nutriente debba essere consumato con molta moderazione, è una ricca fonte di acidi grassi monoinsaturi, che possono aiutare ad aumentare l’HDL “buono” e abbassare il colesterolo “cattivo”. È anche una fonte di polifenoli, alcuni dei quali riducono l’infiammazione che può causare malattie cardiache.

Elevati livelli di colesterolo sono un importante fattore di rischio per le malattie cardiache;

fortunatamente, possono essere ridotti e soprattutto mantenuti sotto controllo inserendo determinati alimenti nella propria dieta.

Si consiglia a questo proposito di affidarsi ad uno specialista che potrà seguire con costanza un percorso ben pianificato.

Dieta e cellulite: la corretta alimentazione

Dieta e cellulite: esiste un rapporto tra dieta e la comparsa della cellulite. Di seguito vediamo di saperne un po’ di più in merito a questo binomio.

Perché si forma la cellulite?

Tutte le donne la conoscono come “cellulite”, ma in realtà il nome scientifico, noto a pochissime, è pannicolopatia edematofibro-sclerotica (PEFS).

Il termine definisce uno stato infiammatorio del tessuto adiposo sottocutaneo ad eziopatogenesi complessa in cui entrano in gioco molteplici fattori genetico-costituzionali, ormonali, circolatori e comportamentali (dieta ricca di grassi e sale, scarsa idratazione, dimagrimenti “lampo”, sedentarietà, fumo …).

Indiscusso il ruolo svolto dagli ormoni sessuali femminili, in particolare dagli estrogeni che rendono la cellulite un problema che interessa quasi nove donne su dieci.

Il tipico (e tanto odiato) aspetto a “buccia di arancia” della pelle, che si localizza principalmente su cosce, fianchi e glutei, è dovuto all’aumento del numero e del volume (che può portare addirittura alla rottura) delle cellule adipose e all’ispessimento del tessuto connettivo che si organizza in fasci fibrotici.

Queste alterazioni, che derivano dalla degenerazione della microcircolazione del tessuto adiposo, a loro volta favoriscono l’instaurarsi di un circuito vizioso che comporta un ulteriore compressione del microcircolo e maggior ristagno di liquidi con conseguente aggravamento dello stato infiammatorio e dunque peggioramento dell’inestetismo.

 Cellulite e alimentazione

Un’alimentazione sana, variata ed equilibrata è un preziosissimo strumento di salute. Consente, infatti, di prevenire moltissime patologie croniche, in particolare cardio-vascolari e metaboliche (diabete, dislipidemie) nonché molti tumori (mammella, ovaio, colon-retto).

Ma ha anche un ruolo importante nel prevenire e contrastare la formazione di cellulite: sono sufficienti pochi accorgimenti per ridurre, attraverso la dieta, sia la deposizione di adipe sia la ritenzione idrica. Le conoscenze biochimiche attuali ci hanno permesso, infatti, di individuare importanti connessioni tra alcuni nutrienti e la cellulite.

Attenzione: nessun cibo è vietato e nessun cibo fa miracoli! Nessuna categoria alimentare deve essere bandita, gli alimenti contengono infatti micro  e macronutrienti che sono fondamentali per lo stato di salute dell’organismo.

Inoltre, un controllo delle chilocalorie che introduciamo è utilissimo per mantenersi in forma.

Ricordate che alle “buone abitudini a tavola” deve essere sempre associato uno stile di vita dinamico: perciò, oltre ad una dieta sana e varia, se abbiniamo una attività fisica regolare possiamo ridurre il rischio di avere cellulite.

Una corretta idratazione è una delle soluzioni più efficaci per combattere la cellulite E’ importante bere molta acqua (1,5-2 litri al giorno) soprattutto lontano dai pasti perché favorisce il ricambio idrico ed aiuta ad eliminare le sostanze tossiche di scarto metabolico aumentando la diuresi.

Le acque oligominerali possono essere utili o controindicate in molte patologie a seconda della concentrazione di sali che vi sono disciolti; nel nostro caso, è importante la scelta di un’acqua povera di sodio. Sfatiamo il mito secondo il quale è meglio bere acqua non addizionata di anidride carbonica (acqua frizzante): il gas disciolto nell’acqua non influisce sul ricambio idrico, ma modifica solo la produzione di acido cloridrico a livello gastrico (quindi potrebbe essere utilizzata nelle digestioni lente, mentre sicuramente controindicata in caso di gastriti acute o croniche).

Uno dei segreti è come sempre la “giusta” cottura. La preparazione dei cibi attraverso la cottura su griglia o a vapore aiuta a mantenere un controllo ottimale dei grassi e preserva i preziosi nutrimenti in essi contenuti.

Ad ogni modo, come per qualsiasi dieta specifica, anche in questo caso rivolgendosi al nutrizionista è possibile la correzione dell’alimentazione per diminuire i problemi della pelle quali la cellulite ed altre imperfezioni. Individueremo insieme i cibi che favoriscono l’insorgenza di questo inestetismo e ci lavoreremo con un programma alimentare adeguato.

Diete rapide e i loro effetti

“Una dieta rapida per perdere peso velocemente ”

“Perdi 10kg in 10 giorni”

“Mangia pure quanto vuoi e perdi comunque peso”

“Perdi una taglia al giorno”

Diete rapide e integratori per velocizzare la perdita di peso sono molto reclamizzati e spesso proposti anche da persone che non sono professionisti del settore. Ma in definitiva, questi prodotti aiutano davvero a dimagrire rapidamente? Sono prodotti sicuri? Queste diete rapide da chi sono elaborate e per chi soprattutto? Vediamo insieme quali sono le conseguenze di scelte sbagliate sia dal punto di vista strettamente alimentare che dell’integrazione associate.

Quali sono i rischi di una perdita di peso rapida?

Una rapida diminuzione di peso può generare molte richieste fisiologiche da parte del corpo. I rischi più seri includono:

  • Calcolosi biliare, che accade dopo qualche mese nel 12-25% delle persone che hanno avuto un dimagrimento molto veloce
  • Disidratazione, che può comunque essere evitata assumendo molti liquidi
  • Malnutrizione, che deriva comunemente da una dieta carente di proteine protratta per diverse settimane
  • Valori degli elettroliti sballati, che raramente poi vanno trattati per tutta la vita

Altri effetti di una perdita di peso rapida possono includere:

  • Mal di testa e cefalee
  • Irritabilità
  • Stanchezza
  • Irregolarità mestruale
  • Perdita di capelli
  • Perdita di massa muscolare
  • Costipazione

I pericoli di una perdita di peso veloce aumentano più a lungo si protrae la dieta.

Fare una dieta rapida, è sempre una buona idea?

Le diete rapide possono avere effetti negativi, ma anche l’obesità e il sovrappeso ne ha molti. Per questo motivo, in casi di obesità appunto, spesso vengono proposte diete a bassissimo contenuto calorico per ridurre il peso velocemente. Questo però comporta che tra il 25 e il 50% delle persone abbandonino il programma prima di aver raggiunto il proprio obiettivo. Inoltre accade che il peso venga ripreso altrettanto velocemente subito dopo aver terminato il programma dietologico proposto. Questi effetti hanno indotto molti esperti del settore a proporre un approccio più simile ad una dieta regolare.

Molte persone cercano di dimagrire velocemente e lo fanno con diete ‘fai da te’. Spesso lo si fa per raggiungere un obiettivo a breve termine  come indossare un certo vestito o per vedersi più magri quando si va al mare. Di certo però fare di testa propria non è sempre salutare. Molto meglio rivolgersi al proprio medico o al nutrizionista in modo da essere sicuri di includere nella propria dieta un corretto apporto di proteine, vitamine e minerali. Si può certamente perdere peso in poco tempo ma bisogna assicurarsi di farlo nel modo più sano possibile dal punto di vista nutrizionale.

Il lavoro della nutrizionista come supporto ad una patologia: la dieta raccontata da A.

Come nutrizionista specializzata in nutrizione clinica, spesso mi viene chiesto dal medico curante un supporto a diversi tipi di patologia tramite diete specifiche ed accurate. Nel caso che che vi riporto di seguito, A. ci racconta come ha affrontato le diverse fasi della dieta e il successo che ha ottenuto.

Pubblico oggi la sua intervista perchè proprio in questi giorni abbiamo ricevuto l’esito degli ultimi esami clinici che sono risultati davvero esaltanti a controprova dell’ottimo lavoro fatto insieme:

1. Qual’è il motivo che ti ha spinto a rivolgerti ad un nutrizionista?

Dimagrire ed imparare a mangiare in maniera sana per stare bene.

Sono nata con dei seri problemi all’intestino che fino all’età di 20 anni mi hanno dato parecchi disturbi con l’alimentazione. Questo ha comportato e comporta tuttora anche l’assunzione di parecchi farmaci e flebo che hanno riempito il mio corpo di liquidi e tossine. Nei primi anni di vita non ne volevo proprio sapere di mangiare, poi crescendo, ho cominciato il mio rapporto con il cibo che però non era del tutto sano.

Ad un certo punto ho deciso di dare una svolta e di cercare di migliorare il mio fisico e la mia alimentazione così ho contattato la mia nutrizionista che mi ha saputo guidare sulla giusta strada.

2. In che modo hai affrontato la dieta una volta che ti è stata consegnata?

Appena mi è stata consegnata la prima scheda ho iniziato subito a seguirla alla lettera così come per le altre due a seguire. Certo ho dovuto cambiare un po’ le mie abitudini alimentari ma se ti prefiggi dei risultati niente risulta difficile.

3. Come è stato il tuo rapporto con la nutrizionista?

Il mio rapporto con la nutrizionista è stato ed è tuttora molto bello, lei è sempre stata molto presente e sempre pronta a risolvere eventuali ‘problemi’ che mi poteva creare la dieta a causa della mia patologia.

Nella preparazione delle schede ha sempre ascoltato le mie esigenze. E’ stata partecipe e felice anche lei dei risultati che raggiungevo di volta in volta e ha sempre tenuto conto dei referti medici che le inviavo. Una persona molto professionale che consiglio a tutti.

4. Che risultati hai ottenuto dopo il primo mese di dieta?

Già dopo il primo mese di dieta i risultati sono stati importanti e ciò mi ha spinto a voler continuare il mio percorso fino alla fine senza arrendermi.

5. Come stai adesso?

Adesso, dopo 4 mesi di dieta, 8 kg persi e parecchi cm in meno di circonferenza in tutto il corpo, sono ormai giunta alla scheda di mantenimento. Molto contenta del risultato ottenuto.”

Ringrazio molto A. per avermi permesso di pubblicare e condividere la sua esperienza personale e il percorso fatto insieme a me.

Una dieta facile per perdere peso con tre piccoli accorgimenti

 

Ci sono molti modi per perdere peso velocemente, ma molti di questi ti lasciano con fame e poco soddisfatto del piatto preparato e possono portare a qualche carenza nutrizionale. E questo è uno dei motivi principali che portano a non seguire più una dieta.

In vista dei mesi estivi abbiamo tutti il desiderio di avere un fisico asciutto e molte energie per goderci le meritate vacanze.

Perciò ho pensato di illustrarvi un breve piano che può portare contemporaneamente a:

  • Ridurre il senso di appetito
  • Perdere peso velocemente
  • Migliorare il metabolismo

Queste sono delle semplici regole da seguire per una dieta facile.

  1. Dai un taglio agli zuccheri

Se si tagliano le quantità di zuccheri ed amidi assunti normalmente con la dieta, si inizia ad avvertire un pò meno la fame e si ingeriscono meno calorie.

Inoltre, un ulteriore vantaggio, sarà quello di abbassare i livelli di insulina. Questo indirettamente riduce il senso di gonfiore ed inevitabilmente può portare ad una riduzione del peso.

  1. Mangia proteine, grassi e vegetali nelle giuste proporzioni

Ogni pasto dovrebbe includere una parte di proteine, una fonte di grassi e una porzione di vegetali (frutta o verdura).

Fonti proteiche sono:

  • Carne: manzo, pollo, maiale, coniglio, ecc.
  • Pesce e frutti di mare: salmone, trota, gamberi, ecc.
  • Uova: tutto l’uovo, incluso il tuorlo

Così facendo è possibile aumentare il metabolismo giorno per giorno.

Verdure con pochi carboidrati sono:

  • broccoli
  • cavolfiore
  • spinaci
  • pomodori
  • cavolini di bruxelles
  • cavolo
  • bietole
  • lattuga
  • cetrioli

Non abbiate paura di esagerare con le verdure a basso contenuto di carboidrati, se ne possono mangiare buone quantità ogni giorno. Una dieta basata principalmente su carne e vegetali contiene comunque molte fibre, vitamine e minerali fondamentali per stare bene e in salute.

Fonti di grassi:

  • Olio d’oliva
  • Olio di noce di cocco
  • Olio di avocado
  • burro

Non tralasciate i grassi nella vostra dieta, in quanto utilizzare sia pochi carboidrati che pochi grassi è la ricetta perfetta per non portare a termine una dieta.

  1. Fate allenamento 3 volte a settimana

Non è strettamente necessario allenarsi per perdere peso con semplici accorgimenti come questi ma è comunque raccomandato.

Consiglio di fare un pò di allenamento 3-4 volte a settimana per bruciare un po’ di calorie e migliorare il metabolismo. Inoltre allenare la muscolatura è dimostrato che porta alla riduzione di massa grassa.

Vi ho illustrato qualche accortezza per seguire una dieta facile e che porti a qualche risultato che possa essere già visibile per le imminenti vacanze estive.

In ogni caso raccomando come sempre che per avere una dieta adatta alle esigenze del vostro corpo e del vostro benessere è  bene rivolgersi ad uno specialista dell’alimentazione, come un nutrizionista o un dietologo, in modo da avere indicazioni precise su quali alimenti scegliere.

Dieta anticolesterolo: quali alimenti scegliere

I livelli di colesterolo aumentano quando la dieta quotidiana contiene una grande quantità di grassi saturi. In ogni caso le molte ricerche condotte dimostrano che riducendo la quantità di questi grassi saturi e sostituendoli con cibo che ne contenga prevalentemente di insaturi, si possano migliorare di molto i valori ematici di colesterolo.

Alimenti che aumentano i livelli di colesterolo

Per diminuire la quantità di grassi saturi nella propria dieta sarebbe meglio diminuire i seguenti alimenti che invece ne contengono molti:

  • Burro e burro chiarificato
  • Margarina
  • Lardo e grasso d’oca
  • Carne grassa e salse per condirla
  • Formaggi grassi, latte e creme
  • Olio di cocco e di palma

Inoltre, molti altri cibi come la cioccolata al latte, le caramelle al mou, i dolci e molti biscotti, che derivano dall’utilizzo degli alimenti indicate nella lista precedente, possono contribuire all’aumento del colesterolo.

Alimenti anticolesterolo che ne aiutano la riduzione

I vegetali non contengono colesterolo e contengono spesso pochi grassi saturi. Perciò vegetali e alimenti a base di vegetali possono comporre una dieta a basso contenuto di colesterolo. Questi cibi includono cereali d’avena, orzo, verdure in generale, alimenti a base di soia, fagioli, leguminose, noci e semi. Inoltre sono da includere nella lista:

  • crusca di avena
  • orzo perlato
  • fagioli adzuki, fagioli neri, fagioli cannellini, ceci, piselli
  • lenticchie rosse e verdi
  • vegetali ricchi in fibre come le melanzane, gli agrumi, le rape, le patate novelle e il mango
  • latte e yogurt di soia
  • tofu
  • mandorle, pistacchi, noci, noci pecan, anacardi, arachidi

Il mito dei cibi che aumentano i livelli di colesterolo

Spesso si sente dire o si legge di evitare nella propria dieta anticolesterolo alcuni cibi che ne sono ricchi. Questi includono le uova, il fegato e i crostacei (gamberi, gamberetti, ecc.). Sebbene assumiamo una parte del colesterolo proprio da questi alimenti di origine animale, molti di noi non necessitano di limitarli nella dieta perchè sono comunque cibi che contengono pochi grassi saturi.

In ogni caso per decidere una dieta anticolesterolo adatta ad ogni singolo caso è bene richiedere una consulenza ad un professionista dietologo o nutrizionista in modo da non incorrere in scelte che possano essere non equilibrate per la salute del proprio organismo.

Intolleranza alimentare: come riconoscerla

 

L’intolleranza alimentare è una reazione avversa, spesso tardiva, ad un alimento, una bevanda, un additivo alimentare o a componenti del cibo e che produce una serie di sintomi nell’organismo che lo ingerisce.

Le intolleranze alimentari sono classificate in base al meccanismo con cui agiscono. Potremmo avere quindi un’ intolleranza alimentare che può verificarsi quando è assente un composto chimico o un enzima in grado di digerire una determinata sostanza alimentare, come ad esempio succede nell’intolleranza ereditaria al fruttosio (lo zucchero della frutta zuccherina, del miele e di alcuni vegetali).

Oppure un’intolleranza alimentare può essere il risultato di una anomalia nella capacità di assorbimento di un nutriente, come ad esempio nel malassorbimento del fruttosio stesso.

Infine, reazioni di intolleranza si possono avere nei confronti di composti chimici presenti negli alimenti, come nel caso della sensibilità ai salicilati che sono presenti in numerose spezie, nella frutta e nella verdura, ed in alcune bevande.

Rispetto ad una allergia alimentare, l’intolleranza è spesso più difficile da diagnosticare, è meno evidente nella manifestazione dei sintomi, meno acuta ma può cronicizzare più facilmente. Inoltre, poiché la risposta fisiologica ad una intolleranza alimentare può evidenziarsi anche dopo un lungo periodo di tempo, può risultare difficile capire quale sia l’alimento che provoca tale reazione. I sintomi di una intolleranza alimentare solitamente si presentano mezz’ora-un’ora dopo aver mangiato o bevuto l’alimento in questione, ma a volte i sintomi possono svilupparsi anche fino a 48 ore successive al pasto.

Una intolleranza alimentare si può presentare con una sintomatologia che riguarda la pelle, l’apparato respiratorio, il tratto gastrointestinale o anche una combinazione di questi.

Se si sospetta una intolleranza alimentare è sempre bene investigare a riguardo. Eventualmente si accertasse di soffrire di una qualche intolleranza è bene rivolgersi ad un professionista come un nutrizionista o un dietologo per avere indicazioni sulla corretta dieta da seguire.

Esistono diverse metodologie per sapere a quali alimenti si è intolleranti, molte delle quali oramai sono del tutto non invasive.

Per maggiori informazioni e per cercare una soluzione adatta a voi potete prendere contatto con me chiamando il numero: 342 3286181

Arriva la frutta esotica: il consiglio della nutrizionista (parte1)

A tavola c’è sempre più richiesta di frutta esotica che oggi viene coltivata anche in Italia. Scopriamone insieme qualche proprietà, uno per volta scoprendone le sostanze utili al nostro organismo e quando introdurle nella nostra dieta.

 

L’Avocado:

è una buona fonte di omega 3, i grassi cosidetti “buoni”, che contribuiscono al buon funzionamento del sistema nervoso e stimolano la circolazione sanguigna, riducendo il colesterolo e il rischio di malattie cardiovascolari.

Il consiglio della nutrizionista: consumarlo con moderazione in quanto 100g forniscono circa 230Kcal. Inoltre è ottimo in insalata con un secondo piatto a base di pesce.

 

La Papaya:

la polpa della papaya contiene una sostanza denominata papaina che favorisce la digestione. E’ ricca di acqua e di vitamina C ma povera di calorie (43Kcal per 100g ca.). Aiuta a drenare i liquidi in eccesso, combattendo gonfiori, cellulite ed altri inestetismi cutanei.

Il consiglio della nutrizionista: si sposa bene con le insalate o dopo i pasti, e in questo caso sembrerà di gustare un buon dessert.

 

Il Frutto della passione:

Il suo alto contenuto di fibre, come la pectina, contribuisce a regolare il funzionamento dell’intestino, i livelli di colesterolo nel sangue e l’assorbimento dei carboidrati. In più fornisce una buona quantità di vitamine C, A e betacarotene, sostanze che aiutano a contrastare i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento.

Il consiglio della nutrizionista: abbinato a piatti a base di crostacei e pesce, che sono ricchi di ferro, ne favorisce l’assorbimento da parte dell’organismo.

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Intervista a F. durante il periodo della dieta: uno spunto, un esempio, un obiettivo raggiunto

Il mio lavoro è meraviglioso perchè ogni giorno mi permette di entrare in contatto con persone diverse ed ognuna di loro, a modo suo, mi arricchisce e mi offre spunti sia dal punto di vista professionale che privato. Il giorno della compilazione dell’anamnesi, durante la prima visita, oltre ad essere il momento in cui si stabiliscono gli obiettivi da perseguire tramite la dieta, diventa quasi sempre un motivo per raccontarsi e raccontarmi e quindi di condivisione reciproca.

Quando durante questo primo incontro si riesce ad entrare in sintonia biunivoca, nascono percorsi importanti sia per me nutrizionista che per la persona che si rivolge a me e molto spesso si raggiungono gli obiettivi in poco tempo e sono spesso risolutivi.

Ho chiesto ad un ragazzo che qui di seguito (come nel titolo) chiamerò soltanto con l’iniziale del suo nome, ovvero F., di rispondere a qualche domanda dopo aver intrapreso con me un lavoro importante. Lascio a lui la parola per primo. Di seguito riporto fedelmente ciò che lui mi ha scritto in risposta alle mie domande.

“1. Qual è il motivo che ti ha spinto a rivolgerti ad un nutrizionista?

Per anni ho sofferto di colon irritabile con conseguente ricaduta sulla vita di tutti i giorni: gonfiore, dissenteria, stanchezza. Mi ha sempre accompagnato una grande paura riguardo ai cibi da scegliere perché non sapevo mai se mi avrebbero provocato problemi o meno. Anni e anni spesi così, fra fermenti lattici, privazioni, medicinali, senza alcun risultato tangibile. Allora ho capito che avrei dovuto rivolgermi ad un professionista che mi insegnasse a mangiare

2. In che modo hai affrontato la dieta una volta che ti è stata consegnata?

Ho iniziato subito a seguirla, in maniera direi quasi religiosa. Non è stato facile all’inizio perché, soprattutto noi italiani, leghiamo la socialità ad un tavolo e ho dovuto imparare a rimodulare certe abitudini relative ad uscite con amici, cene in ristorante e via discorrendo. Nel giro di pochi giorni, però, ho imparato ad organizzarmi, trovando il tempo per cucinare il pranzo del giorno dopo la sera, dopo lavoro, mentre mi occupavo anche della cena. È solo questione di abitudine

3. Come è stato il tuo rapporto con la nutrizionista?

Direi ottimo. Una dottoressa sempre pronta ad aiutarmi, incoraggiarmi e sempre presente. La consiglierei a chiunque.

4. Che risultati hai ottenuto dopo il primo mese di dieta?

Una rivoluzione. Anche solo dopo 4 giorni, il gonfiore era sparito, un’energia mai avuta prima. Dopo un mese ho perso 5 kg, senza avere mai fame (bisogna, infatti, sempre distinguere tra fame e voglia di mangiare). La mia vita è ad una svolta e, senza le indicazioni della dottoressa, chissà per quanto sarei rimasto a combattere inutilmente quel problema.

Grazie.”

Ho voluto condividere con voi queste risposte perchè ho ritenuto che potessere essere uno spunto, un vero e proprio esempio di come far fronte ad una dieta, qualsiasi problematica si debba affrontare, dal dimagrimento in condizioni fisiologiche al trattamento di una patologia come nel caso di F.

Concludo ringraziando te F. perchè, oltre ad esserti prestato a rispondere a queste domande e a permettermi di renderle pubbliche, hai saputo cogliere il meglio dal mio lavoro rendendomi la soddisfazione di un obiettivo raggiunto sia nei riguardi della mia professione che sopratutto della tua salute.

Continuiamo su questa strada!

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Un'alimentazione corretta ed equilibrata costituisce un presupposto indispensabile per una vita in salute, diminuendo il rischio di comparsa di molte malattie quali ipertensione, patologie cardiovascolari, diabete ed obesita.
Nutrizionista Laura Cassaro
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