Nutrizionista

Allergia al glutine: come riconoscerla e affrontarla

Una allergia al glutine può avere una serie di sintomi – crampi allo stomaco, diarrea o altri sintomi intestinali – simili a quelli dovuti alla sensibilità al glutine o alla malattia celiaca, un disturbo autoimmune, perciò è fondamentale fare una diagnosi accurata. Un allergologo può determinare se si è affetti da una allergia al glutine.

La componente genetica è molto importante, perciò se i nostri genitori sono allergici a qualche alimento la probabilità di essere a propria volta allergici ad un cibo aumenta.

Un’allergia può essere diagnosticata sia tramite un prick-test sia tramite un prelievo di sangue. Il primo mette in evidenza una reazione nella parte di pelle in cui viene posto un liquido contenente proteine del grano ed è molto veloce: in 15-20 minuti si può notare una reazione che indica la presenza di una allergia. Nel prelievo di sangue invece si ricerca la presenza di anticorpi per le immunoglobuline E delle proteine del grano. Un test sul siero che ricerchi più tipi di anticorpi può essere utilizzato per diagnosticare anche la malattia celiaca.

Gestire un’allergia al glutine significa evitare strettamente qualsiasi ingrediente che lo contenga sia di tipo alimentare che di altro tipo. Il glutine si trova in moltissimi alimenti – cereali, pasta, crackers, panini, salse e gelati. Inoltre si può trovare anche in altri prodotti non alimentari come cosmetici, farmaci e prodotti da bagno.

Alimenti che non contengono glutine al loro interno possono però esserne contaminati durante i processi di lavorazione di quegli stessi alimenti. Di conseguenza, chi è allergico al glutine deve evitare in via precauzionale anche quegli alimenti che riportano in etichetta diciture del tipo: “…può contenere tracce di…”,  “prodotto in uno stabilimento in cui si utilizza anche ….” o similari.

Uno degli aspetti più interessanti dell’allergia al glutine è la cottura. I prodotti da forno come pane, torte, dolci, ecc. possono essere  realizzati utilizzando una combinazione di farine che naturalmente non contengono glutine, tipo le farine di riso, mais, mandorle e miglio. Altri tipi di alimenti che non contengono glutine sono quelli fatti con farine di quinoa, grano saraceno, sorgo e amaranto.

Tutte le persone che hanno un qualsiasi tipo di allergia al cibo devono attuare dei cambiamenti nelle loro abitudini alimentari. Anche in questo caso è sempre preferibile rivolgersi al medico o al nutrizionista per essere guidati nella scelta più corretta delle farine da utilizzare.

Il lavoro della nutrizionista come supporto ad una patologia: la dieta raccontata da A.

Come nutrizionista specializzata in nutrizione clinica, spesso mi viene chiesto dal medico curante un supporto a diversi tipi di patologia tramite diete specifiche ed accurate. Nel caso che che vi riporto di seguito, A. ci racconta come ha affrontato le diverse fasi della dieta e il successo che ha ottenuto.

Pubblico oggi la sua intervista perchè proprio in questi giorni abbiamo ricevuto l’esito degli ultimi esami clinici che sono risultati davvero esaltanti a controprova dell’ottimo lavoro fatto insieme:

1. Qual’è il motivo che ti ha spinto a rivolgerti ad un nutrizionista?

Dimagrire ed imparare a mangiare in maniera sana per stare bene.

Sono nata con dei seri problemi all’intestino che fino all’età di 20 anni mi hanno dato parecchi disturbi con l’alimentazione. Questo ha comportato e comporta tuttora anche l’assunzione di parecchi farmaci e flebo che hanno riempito il mio corpo di liquidi e tossine. Nei primi anni di vita non ne volevo proprio sapere di mangiare, poi crescendo, ho cominciato il mio rapporto con il cibo che però non era del tutto sano.

Ad un certo punto ho deciso di dare una svolta e di cercare di migliorare il mio fisico e la mia alimentazione così ho contattato la mia nutrizionista che mi ha saputo guidare sulla giusta strada.

2. In che modo hai affrontato la dieta una volta che ti è stata consegnata?

Appena mi è stata consegnata la prima scheda ho iniziato subito a seguirla alla lettera così come per le altre due a seguire. Certo ho dovuto cambiare un po’ le mie abitudini alimentari ma se ti prefiggi dei risultati niente risulta difficile.

3. Come è stato il tuo rapporto con la nutrizionista?

Il mio rapporto con la nutrizionista è stato ed è tuttora molto bello, lei è sempre stata molto presente e sempre pronta a risolvere eventuali ‘problemi’ che mi poteva creare la dieta a causa della mia patologia.

Nella preparazione delle schede ha sempre ascoltato le mie esigenze. E’ stata partecipe e felice anche lei dei risultati che raggiungevo di volta in volta e ha sempre tenuto conto dei referti medici che le inviavo. Una persona molto professionale che consiglio a tutti.

4. Che risultati hai ottenuto dopo il primo mese di dieta?

Già dopo il primo mese di dieta i risultati sono stati importanti e ciò mi ha spinto a voler continuare il mio percorso fino alla fine senza arrendermi.

5. Come stai adesso?

Adesso, dopo 4 mesi di dieta, 8 kg persi e parecchi cm in meno di circonferenza in tutto il corpo, sono ormai giunta alla scheda di mantenimento. Molto contenta del risultato ottenuto.”

Ringrazio molto A. per avermi permesso di pubblicare e condividere la sua esperienza personale e il percorso fatto insieme a me.

Una dieta facile per perdere peso con tre piccoli accorgimenti

 

Ci sono molti modi per perdere peso velocemente, ma molti di questi ti lasciano con fame e poco soddisfatto del piatto preparato e possono portare a qualche carenza nutrizionale. E questo è uno dei motivi principali che portano a non seguire più una dieta.

In vista dei mesi estivi abbiamo tutti il desiderio di avere un fisico asciutto e molte energie per goderci le meritate vacanze.

Perciò ho pensato di illustrarvi un breve piano che può portare contemporaneamente a:

  • Ridurre il senso di appetito
  • Perdere peso velocemente
  • Migliorare il metabolismo

Queste sono delle semplici regole da seguire per una dieta facile.

  1. Dai un taglio agli zuccheri

Se si tagliano le quantità di zuccheri ed amidi assunti normalmente con la dieta, si inizia ad avvertire un pò meno la fame e si ingeriscono meno calorie.

Inoltre, un ulteriore vantaggio, sarà quello di abbassare i livelli di insulina. Questo indirettamente riduce il senso di gonfiore ed inevitabilmente può portare ad una riduzione del peso.

  1. Mangia proteine, grassi e vegetali nelle giuste proporzioni

Ogni pasto dovrebbe includere una parte di proteine, una fonte di grassi e una porzione di vegetali (frutta o verdura).

Fonti proteiche sono:

  • Carne: manzo, pollo, maiale, coniglio, ecc.
  • Pesce e frutti di mare: salmone, trota, gamberi, ecc.
  • Uova: tutto l’uovo, incluso il tuorlo

Così facendo è possibile aumentare il metabolismo giorno per giorno.

Verdure con pochi carboidrati sono:

  • broccoli
  • cavolfiore
  • spinaci
  • pomodori
  • cavolini di bruxelles
  • cavolo
  • bietole
  • lattuga
  • cetrioli

Non abbiate paura di esagerare con le verdure a basso contenuto di carboidrati, se ne possono mangiare buone quantità ogni giorno. Una dieta basata principalmente su carne e vegetali contiene comunque molte fibre, vitamine e minerali fondamentali per stare bene e in salute.

Fonti di grassi:

  • Olio d’oliva
  • Olio di noce di cocco
  • Olio di avocado
  • burro

Non tralasciate i grassi nella vostra dieta, in quanto utilizzare sia pochi carboidrati che pochi grassi è la ricetta perfetta per non portare a termine una dieta.

  1. Fate allenamento 3 volte a settimana

Non è strettamente necessario allenarsi per perdere peso con semplici accorgimenti come questi ma è comunque raccomandato.

Consiglio di fare un pò di allenamento 3-4 volte a settimana per bruciare un po’ di calorie e migliorare il metabolismo. Inoltre allenare la muscolatura è dimostrato che porta alla riduzione di massa grassa.

Vi ho illustrato qualche accortezza per seguire una dieta facile e che porti a qualche risultato che possa essere già visibile per le imminenti vacanze estive.

In ogni caso raccomando come sempre che per avere una dieta adatta alle esigenze del vostro corpo e del vostro benessere è  bene rivolgersi ad uno specialista dell’alimentazione, come un nutrizionista o un dietologo, in modo da avere indicazioni precise su quali alimenti scegliere.

Dieta anticolesterolo: quali alimenti scegliere

I livelli di colesterolo aumentano quando la dieta quotidiana contiene una grande quantità di grassi saturi. In ogni caso le molte ricerche condotte dimostrano che riducendo la quantità di questi grassi saturi e sostituendoli con cibo che ne contenga prevalentemente di insaturi, si possano migliorare di molto i valori ematici di colesterolo.

Alimenti che aumentano i livelli di colesterolo

Per diminuire la quantità di grassi saturi nella propria dieta sarebbe meglio diminuire i seguenti alimenti che invece ne contengono molti:

  • Burro e burro chiarificato
  • Margarina
  • Lardo e grasso d’oca
  • Carne grassa e salse per condirla
  • Formaggi grassi, latte e creme
  • Olio di cocco e di palma

Inoltre, molti altri cibi come la cioccolata al latte, le caramelle al mou, i dolci e molti biscotti, che derivano dall’utilizzo degli alimenti indicate nella lista precedente, possono contribuire all’aumento del colesterolo.

Alimenti anticolesterolo che ne aiutano la riduzione

I vegetali non contengono colesterolo e contengono spesso pochi grassi saturi. Perciò vegetali e alimenti a base di vegetali possono comporre una dieta a basso contenuto di colesterolo. Questi cibi includono cereali d’avena, orzo, verdure in generale, alimenti a base di soia, fagioli, leguminose, noci e semi. Inoltre sono da includere nella lista:

  • crusca di avena
  • orzo perlato
  • fagioli adzuki, fagioli neri, fagioli cannellini, ceci, piselli
  • lenticchie rosse e verdi
  • vegetali ricchi in fibre come le melanzane, gli agrumi, le rape, le patate novelle e il mango
  • latte e yogurt di soia
  • tofu
  • mandorle, pistacchi, noci, noci pecan, anacardi, arachidi

Il mito dei cibi che aumentano i livelli di colesterolo

Spesso si sente dire o si legge di evitare nella propria dieta anticolesterolo alcuni cibi che ne sono ricchi. Questi includono le uova, il fegato e i crostacei (gamberi, gamberetti, ecc.). Sebbene assumiamo una parte del colesterolo proprio da questi alimenti di origine animale, molti di noi non necessitano di limitarli nella dieta perchè sono comunque cibi che contengono pochi grassi saturi.

In ogni caso per decidere una dieta anticolesterolo adatta ad ogni singolo caso è bene richiedere una consulenza ad un professionista dietologo o nutrizionista in modo da non incorrere in scelte che possano essere non equilibrate per la salute del proprio organismo.

Intolleranza alimentare: come riconoscerla

 

L’intolleranza alimentare è una reazione avversa, spesso tardiva, ad un alimento, una bevanda, un additivo alimentare o a componenti del cibo e che produce una serie di sintomi nell’organismo che lo ingerisce.

Le intolleranze alimentari sono classificate in base al meccanismo con cui agiscono. Potremmo avere quindi un’ intolleranza alimentare che può verificarsi quando è assente un composto chimico o un enzima in grado di digerire una determinata sostanza alimentare, come ad esempio succede nell’intolleranza ereditaria al fruttosio (lo zucchero della frutta zuccherina, del miele e di alcuni vegetali).

Oppure un’intolleranza alimentare può essere il risultato di una anomalia nella capacità di assorbimento di un nutriente, come ad esempio nel malassorbimento del fruttosio stesso.

Infine, reazioni di intolleranza si possono avere nei confronti di composti chimici presenti negli alimenti, come nel caso della sensibilità ai salicilati che sono presenti in numerose spezie, nella frutta e nella verdura, ed in alcune bevande.

Rispetto ad una allergia alimentare, l’intolleranza è spesso più difficile da diagnosticare, è meno evidente nella manifestazione dei sintomi, meno acuta ma può cronicizzare più facilmente. Inoltre, poiché la risposta fisiologica ad una intolleranza alimentare può evidenziarsi anche dopo un lungo periodo di tempo, può risultare difficile capire quale sia l’alimento che provoca tale reazione. I sintomi di una intolleranza alimentare solitamente si presentano mezz’ora-un’ora dopo aver mangiato o bevuto l’alimento in questione, ma a volte i sintomi possono svilupparsi anche fino a 48 ore successive al pasto.

Una intolleranza alimentare si può presentare con una sintomatologia che riguarda la pelle, l’apparato respiratorio, il tratto gastrointestinale o anche una combinazione di questi.

Se si sospetta una intolleranza alimentare è sempre bene investigare a riguardo. Eventualmente si accertasse di soffrire di una qualche intolleranza è bene rivolgersi ad un professionista come un nutrizionista o un dietologo per avere indicazioni sulla corretta dieta da seguire.

Esistono diverse metodologie per sapere a quali alimenti si è intolleranti, molte delle quali oramai sono del tutto non invasive.

Per maggiori informazioni e per cercare una soluzione adatta a voi potete prendere contatto con me chiamando il numero: 342 3286181

Arriva la frutta esotica: il consiglio della nutrizionista (parte1)

A tavola c’è sempre più richiesta di frutta esotica che oggi viene coltivata anche in Italia. Scopriamone insieme qualche proprietà, uno per volta scoprendone le sostanze utili al nostro organismo e quando introdurle nella nostra dieta.

 

L’Avocado:

è una buona fonte di omega 3, i grassi cosidetti “buoni”, che contribuiscono al buon funzionamento del sistema nervoso e stimolano la circolazione sanguigna, riducendo il colesterolo e il rischio di malattie cardiovascolari.

Il consiglio della nutrizionista: consumarlo con moderazione in quanto 100g forniscono circa 230Kcal. Inoltre è ottimo in insalata con un secondo piatto a base di pesce.

 

La Papaya:

la polpa della papaya contiene una sostanza denominata papaina che favorisce la digestione. E’ ricca di acqua e di vitamina C ma povera di calorie (43Kcal per 100g ca.). Aiuta a drenare i liquidi in eccesso, combattendo gonfiori, cellulite ed altri inestetismi cutanei.

Il consiglio della nutrizionista: si sposa bene con le insalate o dopo i pasti, e in questo caso sembrerà di gustare un buon dessert.

 

Il Frutto della passione:

Il suo alto contenuto di fibre, come la pectina, contribuisce a regolare il funzionamento dell’intestino, i livelli di colesterolo nel sangue e l’assorbimento dei carboidrati. In più fornisce una buona quantità di vitamine C, A e betacarotene, sostanze che aiutano a contrastare i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento.

Il consiglio della nutrizionista: abbinato a piatti a base di crostacei e pesce, che sono ricchi di ferro, ne favorisce l’assorbimento da parte dell’organismo.

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Intervista a F. durante il periodo della dieta: uno spunto, un esempio, un obiettivo raggiunto

Il mio lavoro è meraviglioso perchè ogni giorno mi permette di entrare in contatto con persone diverse ed ognuna di loro, a modo suo, mi arricchisce e mi offre spunti sia dal punto di vista professionale che privato. Il giorno della compilazione dell’anamnesi, durante la prima visita, oltre ad essere il momento in cui si stabiliscono gli obiettivi da perseguire tramite la dieta, diventa quasi sempre un motivo per raccontarsi e raccontarmi e quindi di condivisione reciproca.

Quando durante questo primo incontro si riesce ad entrare in sintonia biunivoca, nascono percorsi importanti sia per me nutrizionista che per la persona che si rivolge a me e molto spesso si raggiungono gli obiettivi in poco tempo e sono spesso risolutivi.

Ho chiesto ad un ragazzo che qui di seguito (come nel titolo) chiamerò soltanto con l’iniziale del suo nome, ovvero F., di rispondere a qualche domanda dopo aver intrapreso con me un lavoro importante. Lascio a lui la parola per primo. Di seguito riporto fedelmente ciò che lui mi ha scritto in risposta alle mie domande.

“1. Qual è il motivo che ti ha spinto a rivolgerti ad un nutrizionista?

Per anni ho sofferto di colon irritabile con conseguente ricaduta sulla vita di tutti i giorni: gonfiore, dissenteria, stanchezza. Mi ha sempre accompagnato una grande paura riguardo ai cibi da scegliere perché non sapevo mai se mi avrebbero provocato problemi o meno. Anni e anni spesi così, fra fermenti lattici, privazioni, medicinali, senza alcun risultato tangibile. Allora ho capito che avrei dovuto rivolgermi ad un professionista che mi insegnasse a mangiare

2. In che modo hai affrontato la dieta una volta che ti è stata consegnata?

Ho iniziato subito a seguirla, in maniera direi quasi religiosa. Non è stato facile all’inizio perché, soprattutto noi italiani, leghiamo la socialità ad un tavolo e ho dovuto imparare a rimodulare certe abitudini relative ad uscite con amici, cene in ristorante e via discorrendo. Nel giro di pochi giorni, però, ho imparato ad organizzarmi, trovando il tempo per cucinare il pranzo del giorno dopo la sera, dopo lavoro, mentre mi occupavo anche della cena. È solo questione di abitudine

3. Come è stato il tuo rapporto con la nutrizionista?

Direi ottimo. Una dottoressa sempre pronta ad aiutarmi, incoraggiarmi e sempre presente. La consiglierei a chiunque.

4. Che risultati hai ottenuto dopo il primo mese di dieta?

Una rivoluzione. Anche solo dopo 4 giorni, il gonfiore era sparito, un’energia mai avuta prima. Dopo un mese ho perso 5 kg, senza avere mai fame (bisogna, infatti, sempre distinguere tra fame e voglia di mangiare). La mia vita è ad una svolta e, senza le indicazioni della dottoressa, chissà per quanto sarei rimasto a combattere inutilmente quel problema.

Grazie.”

Ho voluto condividere con voi queste risposte perchè ho ritenuto che potessere essere uno spunto, un vero e proprio esempio di come far fronte ad una dieta, qualsiasi problematica si debba affrontare, dal dimagrimento in condizioni fisiologiche al trattamento di una patologia come nel caso di F.

Concludo ringraziando te F. perchè, oltre ad esserti prestato a rispondere a queste domande e a permettermi di renderle pubbliche, hai saputo cogliere il meglio dal mio lavoro rendendomi la soddisfazione di un obiettivo raggiunto sia nei riguardi della mia professione che sopratutto della tua salute.

Continuiamo su questa strada!

Il magnesio: effetti positivi anche sul cuore

Il magnesio è il quarto minerale in ordine di importanza per il nostro corpo. Ha un ruolo di rilievo come cofattore di oltre 300 enzimi che regolano moltissime reazioni biologiche e fisiologiche dell’organismo. Tra queste annovero: la sintesi delle proteine, la trasmissione di segnali nervosi e muscolari, il controllo dei livelli di glucosio nel sangue e la regolazione della pressione sanguigna. Per questo motivo tutte le cellule del nostro corpo hanno bisogno di magnesio.

Il magnesio è reperibile in molti alimenti tra cui le verdure in foglia, l’avocado, i cereali, la cioccolata, la frutta secca, le banane, i semi, le albicocche, ecc. Ma spesso nella popolazione occidentale si verificano carenze di questo minerale.  Alcune ricerche epidemiologiche dimostrano che carenze di assunzione di magnesio aumentano il rischio di comparsa di diabete di tipo 2, di patologie cardiovascolari e del morbo di Alzheimer. Inoltre un recente studio (del 2016) dimostra come, al contrario, un apporto maggiore di magnesio sia associato alla riduzione del rischio di insufficienza cardiaca, accidenti cerebrovascolari e persino di diabete di tipo 2. Questo studio si è rivelato molto significativo anche perchè ha coinvolto oltre un milione di persone in un periodo di follow up durato da 4 a 30 anni. Il risultato è stato quello di poter affermare che il magnesio regola l’effetto vasomotorio delle cellule del muscolo cardiaco e ha conseguenze sull’elettrofisiologia cardiaca.

In conclusione, un aumento dei livelli di magnesio è associato a un minor rischio di problemi cardiovascolari e di insufficienza cardiaca. Tali recenti dati vanno a supporto dell’ipotesi che l’aumento di apporto di magnesio possa comportare quindi benefici per la salute.

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Ripristino sede dello studio di Padova

Desidero comunicare che il mio studio di Nutrizione con sede a Padova è di nuovo attivo a partire da domani, martedì 16 gennaio.

Pertanto riprenderò a ricevere per le visite sia a Padova (Corso Vittorio Emanuele II, 243) che ad Albignasego (via Padova, 36).

 

 

Laura Cassaro, Nutrizionista Specializzata in Nutrizione Clinica

Tel. 049 691236

Cell. 342 3286181

Pagina Facebook: ‘Nutrizionista Laura Cassaro’

La papaya, il frutto della salute

La pianta della papaya è originaria del centro America ma viene coltivata anche in Asia, Africa e nel Sud Italia in ambienti dove la temperatura non scende mai sotto zero.

Dalla papaya si estrae un principio attivo, noto come papaina, che ha la funzione di favorire la digestione delle proteine. Per questo motivo viene utilizzata nelle insufficienze gastriche e del duodeno.

Ma questo non significa che favorisca il dimagrimento: anzi, vi consiglio di prestare attenzione alle diete strampalate a base di papaya, di ananas o di zenzero che dir si voglia che non hanno alcun fondamento scientifico. Invece sono alimenti che possono essere inseriti dal nutrizionista nella dieta all’interno di un regime alimentare salutare a seconda delle necessità personali.

Per quanto riguarda le sue proprietà nutritive, la papaya è composta fondamentalmente di acqua (ha proprietà rimineralizzanti e diuretiche). Contiene un’alta quantità di vitamina C, poi ancora vitamine A, E e K, acido folico, magnesio, potassio e flavonoidi. Queste proprietà lo rendono un frutto ricco di antiossidanti con un ottima potenzialità anti-aging, utile quindi nelle patologie cronico-degenerative che vanno incontro ad alti livelli di stress ossidativo. L’effetto anti invecchiamento aiuta anche nella prevenzione contro i tumori e i disturbi cardiovascolari prevenendo l’ossidazione del colesterolo che può portare alla formazione delle placche aterosclerotiche (e quindi infarti ed ictus).

E’ ricchissimo di fibre che aiutano nella regolarità intestinale (prevenzione del tumore al colon) e nella sua forma fermentata, che si trova in molti integratori attualmente in vendita, è un ottimo coadiuvante nei periodi di stress fisico e mentale.

Va detto però che è importante conoscere bene le proprietà di questo frutto interessante prima di inserirlo nella dieta. Ad esempio, le donne in gravidanza devono prestare attenzione al consumo di papaya in quanto, se il frutto è acerbo, contiene molta più papaina del frutto maturo e questo potrebbe indurre contrazioni uterine.

In generale, quindi, la papaya è un frutto che apporta innumerevoli benefici come supporto per il sistema immunitario ed è un ottimo coadiuvante nei periodi di stress. Però ricordo sempre di chiedere ad un esperto nutrizionista come inserirlo all’interno della propria dieta per trarne i vantaggi desiderati.

 

Laura Cassaro, Nutrizionista specializzata in Nutrizione Clinica

Cell. 342 3286181 Tel. 049 691236

via Padova, 36 Albignasego – C.so Vitt. Emanuele II, 243 Padova

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Un'alimentazione corretta ed equilibrata costituisce un presupposto indispensabile per una vita in salute, diminuendo il rischio di comparsa di molte malattie quali ipertensione, patologie cardiovascolari, diabete ed obesita.
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