Monthly Archives : aprile 2015

Riscopriamo insieme le proprietà della Curcuma (Curcuma Longa)

La Curcuma è una pianta originaria del Sud-Est asiatico e il suo utilizzo risale fin dal 1900 a.c..
La parte che viene utilizzata in campo alimentare e fitoterapico è il fusto sotterraneo che viene pulito, bollito, essiccato e macinato per dare luogo alla polvere che viene poi utilizzata per preparare il curry e altre salse.

La Curcuma è importante perchè trova applicazione nel trattamento di varie malattie infiammatorie intestinali e non, epatopatie, sindrome del colon irritabile e molte altre.
In generale i suoi effetti possono essere riassunti come: effetto coleretico-colagogo, anti-fibrotico, epatoprotettivo, antiinfiammatorio, antitumorale, antiossidante e antiflogistico. Vediamo insieme i principali.

L’effetto coleretico (cioè l’aumento della produzione di bile da parte delle cellule epatiche) della Curcuma è stato quantificato in un aumento del 62%; sempre a livello del fegato si è visto che determina anche la formazione di bile molto più ricca di sali biliari e meno in colesterolo, che ne favoriscono quindi la solubilizzazione. In questo modo diventa evidente che viene facilitata la digestione di pasti abbondanti e ricchi di grassi e che la Curcuma è adatta alla prevenzione di cardiopatie in quanto protegge dall’accumulo di colesterolo.

Per quanto riguarda l’effetto epatoprotettivo, quest’ultimo deriva principalmente dall’attività antiossidante della curcumina, e dalla capacità di ridurre la formazione di sostanze (citochine) che favoriscono le infiammazioni come le Interleuchine e TNFα (Fattore di Necrosi Tumorale). La curcumina ha un marcato effetto antiinfiammatorio contro l’infiammazione acuta, che può essere addirittura paragonata a quella del cortisone, ma, a differenza di quest’ultimo, senza effetti tossici e con un alta tollerabilità. Attualmente sono molti gli studi in corso che aprono all’utilizzo della curcumina contro un ampia varietà di patologie che condividono il meccanismo infiammatorio come causa scatenante (Es. artrite reumatoide).

E’ stata osservata anche una attività della curcumina come riepitelizzante della mucosa gastrica e, a livello della cute, nella guarigione delle ferite (con un effetto cicatrizzante) e a anche contro la psoriasi, venendo applicata direttamente sulla pelle.
È importante sapere che la curcumina è sensibile alla luce perciò è sempre bene acquistarla in confezione di vetro scura per poterne conservare inalterate le proprietà biologiche.

Inoltre è bene sapere che per aumentare l’efficacia della Curcuma, si deve intervenire sulla sua biodisponibilità, cioè sulla capacità di essere effettivamente utilizzata dal nostro organismo: questo si può fare, per esempio, abbinando alla curcumina un po’ di piperina, il principio attivo che si trova nel pepe. La combinazione di Curcuma e pepe aumenta la biodisponibilità della curcumina del 170% rispetto alla curcumina da sola!!

Viste le numerose e straordinarie azioni biologiche della Curcuma si sta tentando di introdurre o incrementare l’utilizzo di questa spezia nella nostra cucina occidentale, sia per donare sapore alle pietanze sia anche per contribuire al benessere generale del nostro corpo.

Nutrizionista Padova – DOTT.SSA LAURA CASSARO

 

L’importanza di una corretta nutrizione nei soggetti ipertesi

Con il termine ipertensione arteriosa si definisce un aumento anormale e prolungato nel tempo della pressione arteriosa, ovvero quando i valori di pressione che misuriamo superano i 140/90 mmHg.
Ma cos’è la pressione arteriosa?
La pressione arteriosa è la forza che il sangue esercita sulle pareti delle arterie. Ed è il risultato di diversi fattori fisiologici che sono assolutamente soggettivi.
I valori definiti normali si aggirano intorno ai 120-130 mmHg per la pressione massima e intorno ai 70-80 mmHg per la pressione minima, ma questi possono variare con l’età, soprattutto a causa della progressiva perdita di elasticità delle pareti delle arterie, ma anche nel corso della giornata, risultando più alti al risveglio e tendendo a diminuire durante il giorno.

Non è solo l’età la causa dell’insorgenza di ipertensione, bensì sono stati individuati un insieme di fattori predisponenti, che sono: farmaci (come cortisonici, pillola anticoncezionale, antiacidi contenenti sodio,..), fumo (che è un potente vasocostrittore), abitudini alimentari scorrette, obesità, fattori genetici (quindi ereditari), sedentarietà, diabete, colesterolo.

L’ereditarietà o familiarità della patologia influisce per un’alta percentuale (il 30% circa) sulla possibilità di insorgenza dell’ipertensione. Per questo motivo un soggetto che ha dei familiari ipertesi , avrà un maggior rischio di sviluppare la malattia.
Già i bambini sovrappeso, rispetto ai normopeso, hanno un’ elevata probabilità di diventare ipertesi e obesi dopo l’ adolescenza. Per questo motivo la prevenzione deve iniziare già in giovane età, avviando i ragazzini alla pratica sportiva (o comunque ad uno stile di vita attivo) e controllandone le abitudini alimentari.

Per correggere una errata alimentazione che potrebbe causare l’insorgenza di ipertensione, solitamente come nutrizionista si raccomandano tre terapie non farmacologiche che sono:

A. Il calo ponderale: una diminuzione del peso corporeo di 5-7 Kg può ridurre la pressione arteriosa mediamente di 10-20 mmHg in soggetti in sovrappeso. A volte, per ridurre i valori pressori, è sufficiente un po’ di restrizione dietetica associata ad un adeguato esercizio fisico; nei casi di ipertensione più marcata un’adeguata dietoterapia è in grado di ridurre il quantitativo di farmaci necessari da assumere.
B. La restrizione di sodio, che si è visto avere notevole influenza sia nei soggetti ipertesi che in quelli predisposti. La quantità di sodio giornaliera in questi casi dovrebbe aggirarsi intorno ai 2 g di sodio a fronte dei 6 g di una normale dieta.
C. La restrizione di alcool: un consumo eccessivo di alcool (ovvero superiore ai 30 g al giorno di etanolo che equivalgono a 250 cc di vino o 700 cc di birra) si è visto che può causare l’aumento della pressione arteriosa, dei trigliceridi e del tessuto adiposo il quale, a sua volta, ha un ulteriore effetto ipertensivo.

Come nutrizionista specializzata in nutrizione clinica, consiglio a chi sa di avere familiarità con la patologia ipertensiva, di sottoporsi ad un semplice ma risolutivo test genetico che permetta di avere informazioni precise e definitive sulle proprie predisposizioni ereditarie. Mediante l’analisi del DNA si può avere un approccio personalizzato alla prevenzione e quindi al benessere presente e futuro (vedi “Prestazioni Ambulatorio”). In tal modo, queste tre raccomandazioni potranno essere accompagnate da un proprio piano nutrizionale e da un elenco di alimenti raccomandati o vietati in accordo con quelle che sono le esigenze individuali.
Nutrizionista Padova – DOTT.SSA LAURA CASSARO

Quanta acqua dobbiamo bere?

E’ una delle domande che mi viene posta più frequentemente durante le visite. Ed è per questo motivo che ho deciso di dare una risposta mettendo in luce alcuni aspetti che riguardano questo nutriente così essenziale nella nostra dieta.

Partiamo da un presupposto: il nostro corpo elimina acqua continuamente attraverso le urine, le feci, la sudorazione e la respirazione, perciò è indispensabile reintegrarla spesso. Nel nostro cervello esiste un centro che regola la quantità di acqua di cui si ha bisogno, il centro della sete. Ma, spesso, ci si accorge di essere assetati solo quando la perdita di acqua è già tale da provocare i primi effetti negativi (come alterazioni del metabolismo e funzionali).
Quindi il primo consiglio che do sempre è quello di tentare di anticipare il senso di sete, o comunque di assecondarlo non appena viene avvertito.
E’ un consiglio da tenere sempre bene a mente, se si considera che mediamente la perdita giornaliera di acqua in un adulto è di circa il 3-4% del suo peso corporeo e va dai 2 ai 2,5 litri circa. Le perdite di acqua sono poi ancora più elevate in individui giovani. Con l’aumentare dell’età accade invece che la capacità di risposta del centro della sete diventi meno pronta: le persone anziane dovrebbero abituarsi a bere spesso nell’arco della giornata, sia durante che al di fuori dei pasti, anche quando non ne avvertono la necessità. Volendo dare un consiglio pratico, si può dire che bere circa 6/8 bicchieri d’acqua al giorno (che corrispondono a 1,5-2 litri circa) è sufficiente a rimpiazzare le perdite quotidiane, ma questa quantità va aumentata nel caso si faccia attività sportiva o si viva in un ambiente caldo o umido.

Un’altra considerazione importante riguarda l’acqua contenuta negli alimenti. E’ assolutamente veritiero il fatto che ci si disseta anche mangiando, poiché l’acqua può essere assunta direttamente o indirettamente tramite cibi che ne contengono una notevole percentuale.
Per questo motivo diventa importante valutare le abitudini alimentari di una persona prima di dare indicazioni su quanto si deve bere per raggiungere i fabbisogni indicati dai livelli di assunzione di riferimento.

L’acqua è l’alimento più abbondante ed importante per l’organismo. Per questo motivo è fondamentale sapere quanto di questo nutriente è presente nel proprio corpo.
A tale scopo è prassi nei miei studi eseguire ad ogni paziente una analisi, molto precisa e non invasiva, che si chiama bioimpedenziometria (BIA). Questa metodica permette di valutare lo stato di idratazione della persona: quindi, al momento di redigere la dieta che risponda alle richieste del paziente, si potrà tenere conto anche della necessità di assunzione di acqua, sia per un efficace metabolismo che per le funzionalità fisiologiche.
La stessa tecnica viene utilizzata anche per monitorare tutte quelle persone per le quali le condizioni patologiche o le particolari condizioni fisiologiche possano influire sulle variazioni del compartimento idrico.
Nutrizionista Padova – DOTT.SSA LAURA CASSARO

Un'alimentazione corretta ed equilibrata costituisce un presupposto indispensabile per una vita in salute, diminuendo il rischio di comparsa di molte malattie quali ipertensione, patologie cardiovascolari, diabete ed obesita.
Nutrizionista Laura Cassaro
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